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La
scena rappresenta l'oltretomba, subito dopo l'arrivo di Achille Campanile.
Eschilo e Sofocle gli vanno incontro scompisciandosi di lacrime.
Eschilo e
Sofocle: “ Oh fero lutto e quale mal sventura! Anche tu giungi nella
valle oscura!”
Campanile: “
Colleghi non facciamo una tragedia.”
(Sipario)
Trovo Campanile attualissimo. Ancora
oggi ha molti imitatori. Un personaggio che mi sembra molto campanilesco
è Mario Marenco per quell'alone di nonsense che è riuscito a
crearsi intorno.
Luigi
Compagnone
Le
tragedie in due battute di Campanile mi ricordano un teatro futurista
marinettiano dei primordi. Se non vi ha fatto parte programmaticamente,
con lo spirito di certo sì. A me piacevano perché erano veloci
spiritose, partecipi di uno spirito europeo. Penso che l'umorismo di
Campanile gravita intorno a Jarry, ad una tradizione più francese
che italiana. C'e il gusto per la battuta che è propria di certo teatro
francese.
Italo Cremona
Perché
non tutto, non sempre e non comunque in Campanile fa ridere o è destinato
al riso. Anzi. Ma se voi osservate un lettore di Campanile, lo riconoscete
subito; Procede arrancando nelle pagine come un alpinista finito in
palude: casca e ride, si inzacchera e vuole andare avanti. I lettori di
Campanile disturbano i non lettori dl Campanile.
Paolo Guzzanti
Si
può teorizzare il silenzio come perfezione letteraria. Le commedie in due
battute di Achille Campanile si avvicinano a questo modello di perfezione,
come le poesie in due versi di Giuseppe Ungaretti. Ancora non
abbiamo esempi di romanzi in tre righe. E' un peccato che non ci abbia
pensato Elsa Morante quando ha scritto La Storia.
Luigi Malerba
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