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Era
vicina l'ora del tramonto e le sabbie, dopo avere scottato per una intera
giornata, divenivano a poco a poco fresche. Nulla è più dolce di questa
ora nel deserto. Il cielo prendeva colore e, avendo il sole quasi
raggiunto l'estremo limite dell'orizzonte, la mia ombra s'allungava smisurata
dietro di me. Nella grande solitudine non s'udiva il minimo rumore e
qualche alito di vento, portando l'annuncio dell'imminente freschezza, pareva
dire: Fra poco, qui, si farà una notte che nessuno vedrà.
Quando,
all'improvviso, udii gridare: - Si tolga, si tolga di là! Presto!
Mi
voltai e vidi, a poca distanza da me, un esploratore che mi faceva gran gesti
perchè m'allontanassi. Indietreggiai istintivamente, pensando che da
qualche parte si dovesse sparare nella mia direzione. Ma l'altro, sempre
più concitato, gridò:
-
Si nasconda dietro quella duna, subito!
Mi
nascosi e per alcuni minuti non detti segno di vita. Poi, non udendo
nulla, feci capolino: l'esploratore fissava il panorama. Pensai che
volesse fare una fotografia, ma poichè non vidi nè fotografie nè pericoli,
uscii dal nascondiglio. Lo sconosciuto si voltò al rumore.
Resti
nascosto, per carità - gridò-
Ma
perchè? - domandai - C'è in pericolo?
-
No. - rispose - Se c'è lei, questo non è più un deserto. Si nasconda.
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