Le origini, la famiglia, il giornalismo, i successi e il pensiero di Achille Campanile.
Per Campanile la moglie Pinuccia o Nuccia, come più affettuosamente
la chiamava, e il figlio Gaetano erano la "famiglia". Molto giovane lei rispetto allo scrittore che, quando la sposò, aveva cinquantacinque anni, già in là con gli
anni lui, quando nacque Gaetano. Ed anche se la famiglia si è poi allargata, per la presenza di alcuni nipoti della moglie che vivevano con loro, Pinuccia e Gaetano
costituivano il punto di riferimento più saldo per il Campanile della maturità.
Oltre ad essere stati ispiratori di alcuni suoi racconti, "a Gaetano e Pinuccia" ha dedicato tutti i nuovi libri e le riedizioni di quelli vecchi.
Achille Campanile si era sposato la prima
volta nel 1940. Della prima moglie, della quale si parlava sempre poco
volentieri in casa Campanile, pare anche difficile ricostruirne l'identità.
A Gaetano Campanile sembra di ricordare che si chiamasse Maria Rosa Lisa. Ma
nulla di più. E, a conferma che tutti detestavano questa figura di donna
avida e dispettosa, vi sono diverse foto dell'album di famiglia dove si vede
lo scrittore in una foto tagliata a metà: nell'altra parte ci doveva essere
la prima moglie. "Ci diede battaglie e fastidi fino alla fine"
ricorda ancora Gaetano Campanile "E' stata capace di mandare anche una
persona al funerale di mio padre per cercare di creare scompiglio tra i
parenti. Per fortuna, avendolo previsto, riuscimmo ad isolare quell' "emissario".
E attorno tutti ridevano.... Perché è così,
purtroppo, anche una cosa bella, come chiedere in moglie una ragazza, fa
ridere se ha un dolore di sfondo e se in primo piano hai dei piatti che si
rompono". In seguito però, forse per il fascino che lo scrittore
esercitava sulle donne, fu la signora Pinuccia a fare scene di gelosia, come
lo stesso Campanile raccontava spesso a proposito del loro
"secondo" matrimonio. "Quando ci dovevamo risposare in
municipio, perché, diciotto anni prima, avevamo fatto solo il matrimonio
religioso, Nuccia non voleva più sposarmi. Diceva che. quando ero stato in
ospedale, avevo dato un bacio all'infermiera. Ma Nuccia è restata qui. Che
cosa l'ha convinta? Gaetano. Le ha detto: "Mamma, non rompere. Alla tua
età, non ti vergogni? Dai vai a sposarti".
Deve essere stato un incontro determinante per entrambi, se solo poco tempo dopo che si erano conosciuti, il più importante scrittore umorista italiano e la giovane
e bella Pinuccia decisero di sposarsi. Era il 1955.
Giovane, estroversa, sempre in movimento, Nuccia Campanile era esattamente l'opposto del marito. Da quel momento rappresentò una presenza rassicurante e forte
a fianco dello scrittore, soprattutto con il trascorrere degli anni.
"Penso di essere proprio io la dattilografa di cui parla in un racconto del suo libro, Manuale di conversazione, quella che con i suoi strafalcioni fa la fortuna
i uno scrittore dallo stile piatto".
"Oggi il lavoro più grosso è finito", diceva sempre sorridendo, durante il periodo trascorso a Lariano "le ragazze sono già diventate grandi e collaborano
all'andamento della casa... Ma all'inizio, con sei bambini piccoli... non si finiva mai di correre: qui un mal di testa... qui un ginocchio che sanguinava...
qui una brutta pagella... Per fortuna però i ragazzi, quando Campanile lavora, sono silenziosissimi. Hanno un enorme rispetto per il suo lavoro: rispetto,
ammirazione e considerazione" ripeteva la dolcissima Pinuccia dal pugno di ferro nel guanto di velluto." Sanno che se Campanile non lavora noi andiamo tutti
a rotoli... tirare avanti sei ragazzi non è facile".
Gaetano è venuto alla luce il 10 febbraio 1956 e
questa nascita scaturita da una unione solo religiosa, quindi
"illegittima" e "naturale" diede lo spunto allo scrittore per
l'esilarante dialogo "dell'acqua minerale" contenuto in
"Sogno (ad occhi aperti) in una notte di mezza estate". Lo scrittore era sempre molto fiero delle capacità del figlio tanto da
esaltarsi qualsiasi cosa facesse. Gaetano suonava ed allora sarebbe
diventato un grande musicista, dipingeva qualcosa ed allora ... che gran
pittore. Gaetano voleva salire sul violoncello, sul quale Campanile aveva
studiato musica, e lui lo lasciava fare. Come tutti i padri privi di
imparzialità, quando si discute dei propri figli.
piccolo Gaetano. "
A Milano avevo l'archivio nel bagno" raccontava Campanile "e mio
figlio Gaetano mostrò subito una straordinaria intelligenza: prese i miei
manoscritti e li buttò nella tazza del bagno". Gaetano doveva essere
un bambino "vivace" come si è soliti dire in questi casi. Anche
se spesso era lo stesso Achille a "servirsene" approfittando
dell'innocenza tipica dei bambini. Sempre al periodo milanese si riferisce un
episodio, piuttosto simpatico, accaduto una sera in casa Campanile durante una
cena tra amici. Prima di mettersi a tavola andava messo a letto
Gaetano, che aveva all'epoca quattro anni. Il piccolo, un po' riottoso, si
accingeva ad andarsene, accompagnato dalla madre quando lo scrittore disse,
incoraggiante: " Ma non saluti questi signori". Al che il piccolo,
che ormai era arrivato alla porta, si voltò e, sfoderando un innocente
sorriso disse, scandendo bene le parole: " Cacconi tutti". E
scomparve dopo un inchino. Silenzio generale tra gli ospiti, poi una
fragorosa risata, alla quale non si unì la voce di Campanile, autore dello
scherzo. Probabilmente rideva dentro, come era solito fare per ridere dei
casi della vita.
Degli scherzi di Gaetano hanno fatto le
spese personaggi illustri come Leonida Repaci e gli altri ospiti, come
Ercole Patti, e Mario Camerini, in casa Campanile o nelle riunioni
conviviali del giovedì sera sempre nello stesso ristorante di Roma. Quando
vanno a vivere a Lariano, in Contrada Arcioni, Gaetano ha diciasette anni e
vive il momento critico: prepararsi agli esami ad ottobre e però non
perdere gli ingaggi del suo gruppo musicale "Complesso Up" di
giovanissimi musicisti beat che sperimentano per arrivare agli effetti
della musica "drum". A chi gli chiedeva se Gaetano fosse uno
scrittore in embrione, Campanile rispondeva "No. Gaetano è bravissimo
come musicista. Suona con un complessino col quale si esibisce nei locali e
studia legge. Certo, se si vestisse meglio sarebbe proprio l'ideale di
figlio... Ma sembra che i giovani che si lavano non vanno più di moda... e
I compagni di scuola invidiavano a Gaetano il suo papà dall'aria hippy. Molti lo
chiamavano zio Achille e si confidavano con lui; non ne avevano soggezione
anche se avevano studiato qualche suo racconto nelle antologie. Dei giovani
Campanile diceva "I giovani sanno far tante cose ma sanno ridere poco;
bisogna arrivare ad una certa età per trovare il gusto dell'ironia, per
imparare a sorridere. Io non ho perso le speranze che mio figlio tra qualche
anno si incuriosisca di me e si dica: " Voglio un po' leggere che
scriveva questo mio vecchio" e si legga un mio libro e magari gli
scappi un sorriso".
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