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Amiamoci in fretta
Capistrelli s'era fatto annunziare al Ministro della Giustizia. L'anticamera era piena di gente. Sarà difficile che la riceva" disse al principe uno di quelli che aspettavano. «Si deve attendere giorni e giorni, per esser ricevuti, oppure bisogna chiedere un'udienza con qualche settimana d'anticipo.

"E allora" chiese Capistrelli "che aspetta tutta questa gente?"
L'altro abbassò la voce.
"Non tutti aspettano" spiegò."Vede quel gruppo di persone che fanno circolo intorno a quel tale? Si tratta di un medico che ha pensato, per risparmiare le spese d'esercizio, d'impiantare qui il suo gabinetto di consultazione, all'insaputa di Sua Eccellenza. Viene ogni giorno e si fa annunziare aI Ministro. Anche gli ammalati si fanno annnunziare al Ministro, senza alcun desiderio di essere ricevuti. Nell'attesa, il medico li visita, finché, dopo qualche ora viene l'usciere a dire: 'Per oggi il Ministro non riceve altri". Allora il gabinetto medico si chiude, per riaprirsi l'indomani all'ora in cui il Ministro 'riceve".

Dal gruppo partivan frasi come: "tossisca", "faccia vedere la lingua", "le iniezioni non mi hanno fatto bene". E si vedeva qualche ammalato col torso scoperto.
"Il guaio" osservò Capistrelli a bassa voce "sarebbe se un giorno il Ministro si decidesse a ricevere il dottore."
"Una volta capitò. Il medico ne profittò per chiedere la croce di cavaliere. Credo che, se dovesse essere nuovamente ricevuto, si farebbe nominare commendatore...
L'interlocutore mostrò al principe altri gruppi. Si trattava, per la maggior parte, di persone che si facevano annunziare per pura formalità, sapendo che dovevano aspettare giorni e giorni, e, con la scusa di fare anticamera, accudivano alle proprie occupazioni risparmiando le spese inerenti al mantenimento d'un ufficio. C'era persino, accanto alla finestra, un calzolaio col suo sgabello, intento al risuolare scarpe.
"Ciò non toglie" aggiunse l'informatore "che, fra questa gente, ci siano anche quelli che realmente vorrebbero esser ricevuti. Ma debbono farne di anticamera!"
"E lei?" gli chiese Capistrelli.

L'altro arrossi.
"Io" bisbigliò "vengo qui appena ho un po' di tempo libero, perché ho la passione di fare anticamera."
"Oh, degenerato!"
"Ricordo un tale, molti anni fa, che s'era fatto annunziare a un Ministro di nomina recente, col quale voleva rallegrarsi appunto per la di lui nomina. Aspetta, aspetta, dopo una lunghissima anticamera venne l'usciere ad annnunziargli..."
"Che il Ministro non riceveva."
"No: che era caduto il Ministero. Ebbene, quel s'infuriò. Io sarei stato felice."
L'interlocutore sorrise sadicamente.
"Eh," disse "il gusto dell'anticamera non tutti lo capiscono! Ci crede che io trepido sempre pel timore d'esser ricevuto e dover interrompere cosi il godimento? Ahi, s'apre la porta. Speriamo che non tocchi a me."
Un usciere gridò:
"Il Ministro non riceve piú nessuno per oggi".
Parecchi s'affollarono intorno all'usciere.
"Io" fece un tale "dovrei dirgli soltanto due parole".
"Io" disse un altro "una parola sola."
Un terzo lo tirò per la giacca.
"Io non debbo dirgli proprio niente. Debbo entrare un momento, guardarlo e andarmene."
Capistrelli aspettò che tutti fossero usciti e s'avvicinò all'usciere.
"Si tratta di cosa della massima urgenza» fece.
«Le ripeto che Sua Eccellenza non riceve piú, per oggi Sta poco bene. Se n'è andato a casa".

Il principe corse a casa del Ministro.
"Diamine" dice alla segretaria di lui "potrà ascoltarmi un minuto."
"Nemmeno un secondo. Sta malissimo."
"Ma se poc'anzi ha pronunciato una condanna capitale.Dunque stava bene."
"Poco fa stava bene e ora sta malissimo".
"Un male improvviso?"
"Istantaneo"
Capistrelli impallidì all'idea d'aver fatto un'altra vittima, col suo influsso. Ma non si arrese.
"Via" fece"bella fanciulla. Ditegli che sono il principe Capistrelli."
"Non vuol vedere nessuno!"
"Ma insomma. che male ha, così straordinario?"
" Non se ne sa niente, non se ne capisce niente. Si aspetta il medico. Da mezz'ora, il Ministro, appena si muove, fa della musica. S'immagini se, in queste condizioni, vuol ricevere qualcuno."
"Ma io amo la musica."
" E' lui che non vuol mostrarsi ! Sente? Sta nella sua camera passeggiando nervosamente."
Dall'interno della casa s'udiva distintamente un pregevole brano di musica da camera.


Da:"Amiamoci in fretta"
1933 - Mondadori

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