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L'inventore del cavallo
Nella sala delle riunioni dell'Accademia degli Immortali di un paese qualsiasi sta per essere festeggiato e accolto solennemente un benemerito dell'umanità: l'inventore del cavallo. Ma tra la sorpresa generale passa un reggimento di cavalleria: il cavallo era già stato inventato. E' una satira alle accademie dove tutto è imbalsamato, formalistico decrepito e puerile. Rappresentata per la prima volta al Teatro degli Indipendenti il 24 aprile 1925.
L'amore fa fare questo e altro
L'amore contrastato tra Leonora e il professore Battilocchio costretto a vestirsi da bambino per dare lezioni al capriccioso Carletto. Tra rapimenti e scambi di persona, in situazioni grottesche, l'esito della vicenda è lietissimo: Battilocchio ottiene il consenso alle nozze, il burbero genitore Alvaredo si ricongiunge alla moglie Rosalinda, dalla quale viveva separato. La commedia esordì, piuttosto infelicemente, nel 1930 al teatro Manzoni di Milano con la compagnia Za-Bum di Salvini. Venne replicata, con alterne vicende, prima della famosa sospensione nel 1933 a Roma, allorquando la compagnia, con De Sica e Melnati, si rifiutò di continuare lo spettacolo, scatenando le proteste, nei confronti degli attori, di diversi scrittori tra cui Pirandello.
L'inventore del cavallo e altre quindici commedie 1924-1939
Oltre alla celebre commedia che dà il titolo alla raccolta e che era già stata pubblicata nel 1927, altre celebri commedie. Ecco un mondo di inventori inesistenti, di poeti maledetti che non sanno scrivere le poesie, eruditi che conoscono le date ma non i fatti corrispondenti, di liti tra coniugi, provocata dall'esatta dizione di una tiritera infantile, feste di fidanzamento trasformate in gara per tagliare un ciambellone che alla fine resta intatto. E dentisti teppisti, innamorati distratti e stralunati.
Tragedie in due battute
Segnano l'inizio della carriera dello scrittore. Sono brevissimi sketches di sapore futuristico, dove prevalgono il gioco di parole e il nonsense. Una delle Tragedie in due battute fu rappresentata nel 1924 o 1925 (verificare) al Salone Margherita. S'intitolava Colazione all'aperto, ma passò inosservata. Un giovane timido si sedeva su una panchina, accanto a un altro giovane che leggeva il giornale: tirava fuori un panino e prima di addentarlo chiedeva all'altro "Vuol favorire ?" E l'altro afferrava il panino e lo ingoiava con due bocconi, distrattamente, mentre continuava a leggere il giornale. Il pubblico non fece neppure caso alla scena, credeva che quei due fossero dei tecnici sorpresi a mangiare e aspettava che incominciasse la rappresentazione
L'aeroporto
In una grande stazione aeroportuale c'è gente che attende di salire a bordo per voli transatlantici. Un poeta squattrinato, per invitare una sua giovane dirimpettaia, lancia l'idea di un viaggio oltre oceano con un aereo personale. Lei accetta ma lui non sa volare ed è costretto per rimediare a raccontare una serie di frottole.
Dietro quel palazzo (rivista)
Dietro la rutilante e, qua e là, sgretolata facciata di questo vecchio e cadente edificio che è la vita, ci sono le cose liete e le cose tristi di essa, i molti suoi lati buffi e gli aspetti poetici, le piccole ipocrisie, le piccole miserie.