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Questa commedia di A. Campanile fu trasmessa alla Radio il 6 novembre 1960 e pubblicata in "Ridotto", rassegna mensile di Teatro nel numero 3 di marzo 1984
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VOCE CHE ANNUNZIA - "Delitto a Villa Roung"!

(Stacco musicale) (S'ode improvviso un grido di terrore, lungo, straziante)

VOCE - (grido di terrore:) - Ah!...

ALTRE VOCI - (maschili e femminil - tutte in tono terrorizzato) - Che è successo?
- Zio!
- Trismegiàn!
- Morto!...
- Pugnalato nella schiena!...

(Mormorio di terrore)

OLGA - Bisogna telefonare subito alla polizia.

(Telefona con semplicità, in tono fatuo)
Pronto? Polizia? Squadra Omicidi?... Ah, è lei, ispettore? Che piacere! Qui Villa Roung... Sì, sono io... Non c'è male, grazie, e lei?... Ho piacere. Che mi racconta di bello?... Eh, lo immagino, lo immagino... E i suoi, tutti bene?... Mi fa piacere... I miei, così così... Si vivacchia. Meno il mio ex-futuro genero, che non vivacchia più... Si, è moracchiato. Assassinato, sì. Pugnalato alla schiena... E' quello che dico anch'io: che indelicati! Anzi, volevo dirle: potrebbe mandare un ispettore?... Viene? Grazie infinite.

(Riattacca il ricevitore. Ai circostanti)

Viene subito. Che cara persona!

CAMERIERA - (annunzia) - C'è l'ispettore di polizia con un agente.

OLGA - Ha fatto prestissimo a venire.

ISPETTORE - (entra seguito dal sergente Mortímer) - Fermi tutti! Nessuno abbandoni la casa. Mortimer!

MORTIMER - (agente) Comandi,

ISPETTORE - Un agente di guardia a ogni uscita della villa.

MORTIMER - Sta bene, capo! (Saluta facendo suonare i tacchi ed esce)

FILIBERTO - C'è una sola uscita.

ISPETTORE - E noi un solo agente abbiamo. Ci sono delle uscite segrete?

FILIBERTO - Che io sappia, no.

ISPETTORE - Meno male. Perché, per le uscite segrete, ci vorrebbero degli agenti segreti. Tutti in casa al momento dei fatto?

OLGA - Tutti.

ISPETTORE - E nessun altro?

OLGA - Non c'è nessun altro in casa. La cuoca è in vacanza a Biarritz. Ah, mio caro ispettore, non si può più vivere tranquilli. Da un pezzo in qua non c'è riunione familiare, a Londra, che non sia funestata da un caso dei genere: a un certo punto si spegne la luce improvvisamente e poi si trova che è stato assassinato qualcuno dei presenti.

ISPETTORE - Riceviamo continue chiamate per casi dei genere. E sapesse che tatto ci vuole, per condurre le indagini in questa specie di delitti! Non avvengono che nelle buone famiglie.

OLGA - Ormai è diventato un giuoco di società: la famiglia si riunisce, viene ucciso uno dei presenti, si chiama la polizia e comincia il giuoco: trovare l'assassino.

FILIBERTO - (puerilmente) - Oh, sì, sì, facciamolo!

OLGA - Che cosa?

FILIBERTO - Questo giuoco!

OLGA - Ma sei matto? Alla tua età!

ISPETTORE - In molte famiglie viene adottato come passatempo per le lunghe serate invernali.

OLGA - E il bello è che, quando si spegne la luce, non c'è mai qualcuno che abbia un fiammifero.

MORTIMER - (rientra) - Capo, c'è il medico.

ISPETTORE - Avanti, dottor Scottles. La solita chiamata.

SCOTTLES - (entrando) Ormai ci sono abituato. Buona sera, ispettore. Buona sera, signori. Immagino che la vittima sia questa. (Esamina la vittima) Già: o pugnale, o veleno. Ancora non si può dire.

ISPETTORE - Come, non si può dire, se c'è il pugnale ancora conficcato?

SCOTTLES - Già, è vero, non ci avevo pensato. Sicuro, sicuro, pugnale senz'altro. Del resto, potrebbe esserci anche il veleno, oltre il pugnale. (Esamina) già: o suicidio, o delitto.

ISPETTORE - Credo che il suicidio si possa escludere: il pugnale è conficcato nella schiena.

SCOTTLES - Verissimo. A meno che... (Ai circostanti) La vittima non era contorsionista, per caso?

OLGA - Che io sappia, no.

FILIBERTO - Lo escludo.

SCOTTLES - Allora, niente suicidio. Delitto senz'altro. Buona notte, signori.

OLGA - Buona notte, dottore.

SCOTTLES - Ah, dimenticavo-; per ora, fategli un clisterino. (Via)

(Stacco musicale)

VOCE CHE ANNUNZIA - "Aeroporto"!

(Stacco musicale) (Rumori caratteristici di un aeroporto)

ALTOPARLANTE - E' in arrivo sulla pista numero quattro l'aereo da Barcellona! (I rumori passano in sottofondo e poi tacciono, in modo da non disturbare il dialogo)

GIOVINOTTO - E anche lei va a Nuova York?

VECCHIOTTO - (con accento siciliano, o meridionale, se autentico e non sforzato, o artificioso) - Eh, amico mio, è doloroso venire da Nuova York fino in Italia, per rivedere il paese natale dopo trent'anni d'assenza, e ripartire senza averlo visto.

GIOVINOTTO - E perché?

VECCHIOTTO - Perché mia moglie... sì, sì, questa vecchietta accanto a me... s'è ammalata di cuore appena siamo arrivati. E' grave. Lei lo sa. Ho faticato per convincerla a tornare a Nuova York prima che muoia. Capirà, da morta il trasporto mi costerebbe molto di più.

GIOVINOTTO - Ah.

VECCHIOTTO - Tanto più che ho già il biglietto per lei.

GIOVINOTTO - Da viva.

VECCHIOTTO - Da viva. Avrei potuto portare le sue ceneri, ma lei è contraria alla cremazione.

GIOVINOTTO - Che idee! E perché?

VECCHIOTTO - Lo sa lei? Abbiamo delle discussioni, per questo. (Alla vecchietta) Carmela!

CARMELA - (con un grugnito) - Eh!

VECCHIOTTO - Ma perché non vuoi essere cremata?

CARMELA - Non mi seccare!

VECCHIOTTO - (al giovanotto) - Non ci sente da quest'orecchio. (A Carmela) Ma non capisci che per portare le tue ceneri non si spenderebbe niente? Basterebbe una cassettina. Mentre il trasporto del feretro costa un occhio.

CARMELA - (stizzosa) - Non me ne importa niente. lo non voglio essere cremata.

VECCHIOTTO - (al giovanotto) irremovibile. L'idea della cremazione gliela prospetto sotto i più rosei colori, ma non le sorride affatto. (A Carmela) Non sentiresti niente.

CARMELA - Non m'interessa. Fatti cremare tu, se vuoi.

VECCHIOTTO - Guarda questa coppia d'indiani che arriva. Da loro si fanno cremare tutti. Adesso te lo faccio dire da lui. (Chiama) Signor indiano, scusi.

INDIANO - (accento esotico) - Dire.

VECCHIOTTO - Lei farsi cremare?

INDIANO - (stupìto) - lo, Perché?

VECCHIOTTO - Dico: dopo morto.

INDIANO - Ah, no.

VECCHIOTTO - E perché? In India usare, no?

INDIANO - Altro che! Certi paesi non soltanto bruciare morti, ma per dare funerali maggior pompa, aggiungere anche viventi a bruciamento. Esempio, vedova o vedovo.

VECCHIOTTO - Bé, questo forse essere esagerato.

INDIANO - Lusso gran signori.

VECCHIOTTO - Sì, ma io non approvare. lo studiato fondo questione. Presso i Greci, in omaggio al defunto, ci si poteva al massimo far tagliare i capelli al momento della cremazione. Fino a questo potrei arrivarci. Ma... Ma mettermi anch'io sul rogo, no.

INDIANO - Adesso usanza cremazione passata moda India. Giovani oggi preferire divoramento avvoltoi.

VECCHIOTTO - Ma va!

INDIANO - (come pregustando squisiti piaceri) - Anch'io appena morto pronto per avvoltoi. Molto meglio.

GIOVINOTTO - Specialmente per avvoltoi.

VECCHIOTTO - Ma per carità! Volete paragonare la cremazione col farsi divorare dagli avvoltoi? Carmela, la cremazione è una cosa pulita... igienica...

CARMELA - Non me ne importa niente.

VECCHIOTTO - (all'indiano) - La sente? Non vuoi farsi cremare.

INDIANO - Allora farsi divorare avvoltoi.

CARMELA - Non le rispondo nemmeno, guardi. Si faccia divorare lei.

INDIANO - (raggiante come si trattasse d'una ghiotta prospettiva) anche mia moglie. (Alla moglie) E' vero, Apocatra?

INDIANA - (raggiante, come il marito) - lo sì, Maaratrù.

VECCHIETTA - E io no. Né cremata, né divorata, (facendo il verso) Maaratrù.

VECCHIOTTO - (all'indiano) - La sente? Vada a ragionare con un tipo simile. Ma scusi, signor indiano, se sua moglie morisse qui, o in America, lei la riporterebbe fino in India, solo per offrirla in pasto agli avvoltoi?

INDIANO - Per forza.

VECCHIOTTO - Ma scusi, in questo caso, sarebbe perfino meglio far venire gli avvoltoi qui o addirittura comperare degli avvoltoi, tanto più che non avrebbe spese per il loro vitto. Scusi, vado a comperare due fiori da portare a mia suocera, rimasta a Brooklin.

INDIANO - Viva.

VECCHIOTTO - Beninteso, ma anche lei un poco sofferente, grazie a Dio. Voleva venire con noi in Italia ma io...

INDIANO - Soltanto cremata.

VECCHIOTTO - E' vecchia, c'è poco da fidarsi. Con permesso.

ALTOPARLANTE - E' in partenza dalla pista numero otto l'aereo per New York...

(Rumori tipici di aereoporto)

(Stacco musicale)



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